Radices

COLLEZIONE RADICES – ACRILICO SU TELA

  • DeaMadre Anna Montalto
  • Accabbadora Anna Montalto

Nate dalla mia passione per gli antichi misteri, Dea Madre Accabbadora rappresentano la vita e la morte nelle antiche popolazioni sarde.

La divinità primordiale femminile. Dea nata da se stessa, donatrice di vita, dispensatrice di morte e rigeneratrice. Univa in sé la vita e la Natura.
La divinità primordiale femminile. Dea nata da se stessa, donatrice di vita, dispensatrice di morte e rigeneratrice. Univa in sé la vita e la Natura.

Ho trovato ispirazione nella divinità primordiale femminile. Dea nata da se stessa, donatrice di vita, dispensatrice di morte e rigeneratrice, univa in sé la vita e la Natura.
La Dea Madre ha regnato per tutto il Neolitico, accompagnava l’intero ciclo di vita degli uomini, dalla nascita alla morte, fino alla rinascita. Nulla muore, tutto si trasforma e, nell’antica Sardegna, il legame con Madre Natura era base dell’esistenza.

Colei che finisce. L'Accabbadora è stata una figura della storia della Sardegna che ha praticato l'eutanasia sino a qualche decennio fa.
Colei che finisce. L’Accabbadora è stata una figura della storia della Sardegna che ha praticato l’eutanasia sino a qualche decennio fa.

Figura esistita sino a qualche decennio fa, in Sardegna era compito di sa femmina accabbadora procurare la morte a persone in agonia. Nel dialetto Sardo «accabadora» è colei che finisce.
S’accabadora era una donna che, chiamata dai familiari del malato terminale, provvedeva ad ucciderlo ponendo fine alle sue sofferenze. Un atto pietoso nei confronti del moribondo ma anche un atto necessario alla sopravvivenza dei parenti, soprattutto per le classi sociali meno abbienti.
Sa femmina accabbadora operava sempre di notte, vestita di nero, con il viso coperto e con il suo bastone tipico (su mazzolu).
Agli occhi della comunità, il suo non è il gesto di un’assassina, ma quello compassionevole e coraggioso di chi aiuta il destino a compiersi.