Quando l’arte unisce Sardegna e Messico nel culto della morte e della rinascita.
Nel 2018 sono stata invitata ad esporre in Messico.
Dal momento che già mi ero innamorata di questa arcaica Terra in un precedente viaggio, ho colto al volo l’occasione per tornarci partecipando al Festival de Día de Muertos di Juchitlán, Jalisco.
Ho scelto di portare con me una figura antichissima della Sardegna: S’Accabbadora, colei che accompagnava i malati terminali oltre la soglia.
Esporre il suo quadro durante il festival è stato come intrecciare due mondi che parlano la stessa lingua: quella del sacro e della trasformazione.
Il Messico e la bellezza del rito
Il Día de los Muertos è la festa più importante del Messico, una tradizione ricca di storie, arte, colori e curiosissimi dettagli.
Tra altari di fiori di cempasúchil, danze, musica e candele accese per i defunti, ho compreso che la morte ritualizzata non separa: al contrario, ricongiunge.
Unisce colore e sacralità, vita e memoria, rendendo visibile il legame con gli antenati.
Juchitlán è un fresco paesino tra le montagne di Guadalajara.
Le persone del posto sono state squisitamente accoglienti, e la pace del paese mi ha fatto sentire subito a casa, lasciandomi un senso di nostalgia.
Tra il profumo del caffè e del pan de muertos, il suono delle risate e della cumbia, tutti nel paese erano partecipi e attivi all’interno dell’evento.
L’arte come ponte tra culture
Tra le varie attività del festival, ho partecipato a una mostra collettiva a tema con artisti locali e internazionali.
Ho avuto l’onore di collaborare con il maestro Art Nery Muñoz in un laboratorio di arteterapia per i più giovani, e di contribuire alla realizzazione di un murale nel cimitero di Tecolotlán, insieme all’artista Iván Ocs: un’opera nata per onorare la bellezza del passaggio.


Ma il momento più intenso è stato portare la mia presentazione sulla transculturazione della morte in Italia, parlando agli studenti delle scuole preparatorie.
Attraverso le immagini della Dea Madre e dell’Accabbadora, ho raccontato la storia simbolica della Sardegna: dal Neolitico al cristianesimo, da is animeddas al presente.
La storia de S’Accabbadora è stata naturalmente il fulcro della presentazione: questa figura unica al mondo ha catturato l’attenzione di tutti.
L’Accabbadora, colei che dà fine, era una figura femminile della storia sarda che praticava l’eutanasia sino a pochi decenni fa, accompagnando con pietà chi era giunto al termine del proprio cammino.
Nel racconto di una terra così lontana, dove quasi nessuno conosceva la Sardegna, ho mostrato la simbologia che narra un piccolo frammento di storia: ombra e luce, giustizia e compassione.
In Messico, dove la morte è onorata come passaggio, ho percepito quanto la cultura antica sarda sia speculare nella visione spirituale della fine.
La morte è legata indissolubilmente alla vita: per questo abbiamo esplorato insieme anche il culto della Madre Terra in Sardegna e della Pacha Mama in America Latina.
Incontro tra mondi
Ho poi lasciato spazio alle domande, e non sono state poche!
È stato bellissimo vedere come la presentazione abbia suscitato tanto interesse e partecipazione da parte di tutti: ragazzi e adulti, circa trecento studenti riuniti dai paesi della zona.
Ho svolto il mio intervento a Juchitlán e a Tecolotlán, due comunità straordinariamente ospitali.
Sono stata accolta con fiori, piccoli doni, e il loro buonissimo caffè servito con pan de muertos.
I ragazzi, attenti e rispettosi, hanno curato l’intera organizzazione del festival, coordinati dai maestri e supportati dai compaesani che ci hanno ospitato nelle loro case.
Un’iniziativa meravigliosa: arte a 360 gradi, musica, danza, poesia, sfilate.
Durante le celebrazioni serali sono stata invitata come giudice d’onore per la sfilata delle Catrine e per l’esposizione delle ofrendas realizzate dalle scuole.
Ogni classe ha allestito il proprio altare nella piazza, raccontando la storia e la tradizione dei defunti scelti per l’omaggio.
Anche la mostra collettiva è stata intensa e variopinta, con opere ricche di simbolismo e folklore.
Ho respirato e vissuto tanta arte, condiviso esperienze, storie e creatività.
Un’esperienza che porterò sempre nel cuore: adoro come il Messico riesca a far vibrare l’arte nel culto della morte, trascendendo l’ombra ed espandendo la luce.
Scopri come lavoro oggi con l’arte e il simbolismo nei miei percorsi creativi.


